Siria Bertorelli

Attiva nel campo della grafica, dell’illustrazione e dell’installazione artistica. Vive e lavora a Cremona.

Siria Bertorelli, "Fly", tecnica mista

Siria, oltre ad essere un’amica, è un’autrice preparata, allegra e determinata. Credo sia molto interessante entrare nel suo mondo, un universo fatto di personaggi, fiabe, miti e racconti.

Siria presenta sempre i suoi lavori in cornici e passepartout bianchi. L’autrice li considera costitutivi dell’opera, così come lo sono i supporti. Le piace che, in qualche maniera, risultino “vissuti”, magari abbandonati. Prova un estremo piacere a far ritornare, nel ciclo della vita, qualcosa che ne era stato escluso. Da qui il motivo del riutilizzo di vecchie tappezzerie, appunti e documenti abbandonati, comunque destinati al macero. Siria utilizza soprattutto manoscritti, atti notarili di fine ottocento e vecchie tappezzerie.
L’artista, oltre ad essere interessata alla valenza estetica della parola scritta, definisce il suo rapporto con essa “emotivo”, nel senso che l’autrice si sente una vera paladina delle parole dimenticate.

Siria Bertorelli, "The machine", tecnica mista

I suoi lavori sono il frutto di una doppia natura: da un lato l’amore per tutto ciò che è antico (codici, miniature, iconografie simboliche, la gerarchia delle proporzioni, le vedute a volo d’uccello, Bosch, le credenze popolari, l’alchimia, ma anche l’art Brut, i naif, l’anti-accademismo) e dall’altro l’interesse per la produzione artistica contemporanea.
Nelle opere di Siria c’è anche tanta infanzia, che non è quella dei libri illustrati. E’ opinione comune considerare l’infanzia come un periodo dorato della vita, in cui si è parzialmente “incoscienti” rispetto a ciò che ci circonda. L’infanzia dei lavori di Siria è più realistica, anche malata talvolta, il bambino è sì una vittima ma spesso anche carnefice.
Siria ama la stratificazione e le sovrapposizioni. Desidera che un’immagine possa essere fruita a diversi livelli a seconda del tipo di osservatore e delle informazioni che ha a disposizione. Per questo motivo l’utilizzo del simbolo è fondamentale. La gente che osserva i suoi lavori potrà cogliere le stratificazioni di senso oppure anche solo apprezzare il disegno di un volto.

Opere a partire da 200 euro

Contatti  siriabertorelli.blogspot.com

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Indovina indovinello?

La prima qualità dell’Arte è l’illusione.
(G. Flaubert, lettera a L. Colet del 16 settembre 1853)

  • Un cretto di Burri?
  • Un taglio di Fontana?

No!…Rispondete! Chi è l’autore?

Nessuna risposta…bhe è comprensibile.

Arte ovunque

L'arte è proprio ovunque, anche dove meno te lo aspetti...


Coefficiente

Lo diceva sempre la maestra dalle elementari…la matematica è importante, nella vita ti sarà utile.

Forse non tutti sanno che il prezzo di vendita di un’opera d’arte si stabilisce attraverso un calcolo matematico.

In base al curriculum artistico di un autore (studi accademici, mostre personali e collettive, progetti pubblici, pubblicazioni) si calcola il Coefficiente, un numero che, tendenzialmente, per un emergente può variare da 0,4 a 2,00.

Questo numero deve essere moltiplicato per la somma della base e dell’altezza di un opera. il risultato + 0 coincide con il prezzo di vendita al pubblico.

Meglio fare un esempio:

opera d’arte base 100 cm altezza 100 cm

100 (base) + 100 (altezza) = 200

200 x coefficiente = prezzo di vendita + 0

200 x 0,5 = 100+0 = 1000 euro

200 x 0,6 = 120+0 = 1200 euro

200 x 1,00 = 200+0 = 2000 euro

N.B. Per i futuri collezionisti: se vi viene proposta un’opera 100 x 100 cm ad un prezzo superiore a 4000 euro, significa che non è frutto degli sforzi mentali di un autore  emergente, ma di un artista sulla via dell’affermazione (oppure trattasi di un esemplare di subdolus emergentes, in pratica di un emergente che vuole fare il furbetto).

Suggerimento: leggetevi il Curriculum artistico, con un occhio attento soprattutto alle personali, alle collettive ed alle pubblicazioni.

N.B. Per gli artisti emergenti

Non fate i furbetti:

  1. La mostra personale al Caffè Birillo e simili, non è una vera personale.
  2. Il Catalogo ragionato, NON vale niente se è scritto e stampato da voi (ahimè).

Iniziamo bene….iniziamo

Un artista alla volta, per carità!

Confessatelo, chi non ha mai pensato, di fronte ad un’opera d’arte contemporanea:

  1. Che diavolo vuol dire?
  2. Di sicuro l’artista si droga…pesantemente
  3. Ma quanto costerà?
  4. Questo lo poteva fare pure mio nipote (quello piccolo) bendato!
  5. Vuoi mettere un bel Caravaggio?
  6. Sopra al divano proprio non ce la vedo…

Se fate parte della schiera dei tanti (compresa la sottoscritta, lo confesso) che almeno una volta nella vita ha pensato le stesse cose (solo pensato, mi raccomando..la legge di Murphy è sempre in agguato e, di sicuro, il commento acidello a voce piena e stentorea viene fatto parlando direttamente all’artista, ad un parente, al gallerista…) ecco allora seguitemi, ne racconterò delle belle (e meno belle…a seconda del colore del divano).